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    Certi della vostra comprensione vi ringraziamo per la collaborazione.
    Dr. Vanni Cellai

  • Rottura legamento crociato

    Rottura legamento crociato

    La rottura del legamento crociato è la causa più frequente di zoppia agli arti posteriori nel cane. Questa patologia include l’avulsione traumatica del legamento, la rottura traumatica per eccessivo stiramento e la progressiva sua degenerazione.

    La rottura traumatica acuta (non frequente) è dovuta alla rapida rotazione interna della tibia e/o ad un’ipertensione traumatica con carico eccessivo della zampa.

    La rottura dovuta ad una degenerazione progressiva del legamento crociato risulta essere quella più riscontrata. La patogenesi non è tutt’oggi ancora ben chiarita e molteplici fattori predisponenti sono coinvolti.

    Questa patologia interessa tutte le razze e può manifestarsi a qualsiasi età. Esistono comunque razze maggiormente predisposte come l’alano, il boxer, il bulldog, cane corso, dogue de Bordeaux, labrador retriever, mastino napoletano, pit bull, rottweiler, terranova, ecc.

    Nei soggetti con rottura parziale del crociato la sintomatologia, almeno nella fasi iniziali, può essere lieve. Quando poi progredisce fino anche alla rottura completa il cane presenterà zoppia (maggiormente dopo sforzo), rigidità a freddo, facile affaticabilità fino a non appoggiare per niente l’arto interessato. Sintomatologia più eclatante invece l’avremo nelle rotture complete e recenti.

    La diagnosi viene eseguita mediante visita clinica e radiografica / artroscopica al fine di confermare il sospetto ed escludere altri eventuali patologie.

    Il trattamento conservativo è tollerato meglio nei pazienti sotto i 10 kg. La stabilizzazione chirurgica però è sempre raccomandata se si vuole ottenere e assicurare una funzionalità ottimale e ridurre i rischi di future complicanze articolari.

    Esistono molteplici tecniche chirurgiche per stabilizzare il ginocchio. Possono essere riassunte in 3 gruppi: ricostruzioni extracapsulari (sutura fabello-tibiale, transposizione della testa della fibula, ecc), intraarticolari e osteotomie.

    Le tecniche tradizionali extracapsulari, da un punto di vista clinico, portano ad un miglioramento nell’85% dei casi. In uno studio però questa tecnica ha avuto delle complicazioni nel 17% dei casi (infezioni, leccamenti, problemi con il bendaggio, dolori, gonfiori, rottura dell’impianto, ecc)

    Tra le tecniche oteotomiche ricordiamo la TPLO (tibial plateau leveling osteotomy), la TTA (tibial tuberosity advancement), la TTO (triple tibial osteotomy), ecc. Queste osteotomie correttive trasformano le forze di scivolamento tra tibia e femore in forze di compressione annullando così il movimento tra le due ossa (lavoro che fisiologicamente svolge il legamento crociato integro). Questi tipi di interventi riducono le complicanze sia nel breve che nel medio-lungo periodo, dando una maggiore stabilità articolare e riducendo la formazione di artrosi di ginocchio.

    All’interno del mio ambulatorio viene eseguito l’intervento di TTA-rapid. Questo intervento, in uno studio, ha dato risultati soddisfacenti nel 99% dei casi già dopo 3 mesi e nell’86% dei casi dopo 16 mesi.

     

    K.M. Tobias, S. a. Johnston. Veterinary Surgery Small Animal. ed 2012 Elsevier

    T. W. Fossum. Small animal Surgery. ed 2013 Elsevier

    J Small Anim Pract. 2017 Jan;58(1):35-41. doi: 10.1111/jsap.12610: TTA-Rapid in the treatment of the canine cruciate deficient stifle: short- and medium-term outcome. Butterworth SJ1, Kydd DM2.

    C. Mortellaro, M. Petazzoni, A. Vezzoni. Atlante BOA: Approccio ortopedico orientato alla razza. ed 2008 Innovet

  • “Margot” frattura di tibia

    Margot è una gattina di 3 anni che vive in casa.

    Sfortunatamente, le è caduto su una zampa un posacenere molto pesante che le ha causato una frattura esposta di tibia e perone.

    La frattura scomposta interessava la porzione distale della tibia e del perone.

    Parti Distali-Parti Distali LL-29_04_2017-10.19.14-591    Parti Distali-Parti Distali VD-29_04_2017-10.19.14-716

    Dopo una prima stabilizzazione dell’arto abbiamo deciso di ridurre la frattura mediante l’inserimento di un chiodo centromidollare per via normograda nella tibia per riallineare i due monconi. Successivamente sono stati inseriti dei fissatori esterni (tipo II) filettati e non collegati mediante 2 barre laterali. Sono stati utilizzati chiodi di 1 e 1.5mm e 2 barre da 2 mm collegati tra loro mediante morsetti di Meynard:

    Tibia-Perone-Tibia-Perone LL-29_04_2017-10.15.50-726    Tibia-Perone-Tibia-Perone LL-29_04_2017-10.15.49-636

    L’utilizzo di fissatori esterni è una tecnica molto consigliata soprattutto nelle fratture esposte per evitare che impianti interni (tipo placche) possano andare incontro ad infezioni.

    Il gatto è stato rimandato a casa in giornata con le terapie opportune e con il consiglio di tenerlo a riposo assoluto. Margot verrà controllata quotidianamente per accertarsi che non abbia alcuna complicanza e per effettuare le medicazioni opportune.

    Dopo alcune visite di controllo e rimozione progressiva degli impianti, queste sono le ultime lastre eseguite a distanza di circa 60 giorni dall’intervento:

    Parti Distali-Parti Distali VD-02_10_2017-16.29.09-471

     

  • Primi caldi

    Con l’arrivo della bella stagione ricordiamo una cosa fondamentale:
    NON LASCIATE MAI IL CANE (o gatto) CHIUSO IN MACCHINA!
    Con l’arrivo dei primi caldi è fondamentale non lasciare mai, nemmeno per pochissimi minuti, anche se con i finestrini abbassati e all’ombra, il vostro cane/gatto in macchina.

    caldo

    Durante l’estate all’interno della macchina vengono raggiunti molti gradi (anche fino a 70°C!!). I nostri amici a 4 zampe hanno un sistema di termoregolazione diverso dal nostro. Loro regolano la loro temperatura interna sfruttando lo scambio del vapor acqueo attraverso le mucose. In caso di ipertermia aumentano questo scambio aumentando la frequenza respiratoria. Purtroppo in caso di temperature molto elevate questo sistema può essere insufficiente e risultare fatale anche dopo pochi minuti.

    Ricordarsi sempre:
    – tenere acqua a disposizione anche quando vengono fatti viaggi brevi
    – tenere sempre l’abitacolo fresco
    – fare soste frequenti e controllare spesso il vostro cane/gatto
    – se dovesse avere un colpo di calore cercare nell’immediato di far abbassare il prima possibile la sua ipertermia offrendogli acqua da bere (se cosciente), bagnandolo con acqua fredda, portarlo all’ombra e recarsi il prima possibile da un veterinario.
    Se inoltre passeggiando doveste vedere all’interno di una macchina parcheggiata un cane avvertite subito il proprietario ed eventualmente i vigili, protezione animali,….!

  • Displasia del gomito

    Displasia del gomito

    La displasia del gomito è una sindrome ereditaria che comprende diverse alterazioni scheletriche che portano ad incongruenza articolare e ad artropatia degenerativa.

    Questa patologia colpisce solitamente cani giovani di razze grandi e giganti in rapido accrescimento.

    La displasia del gomito comprende le seguenti affezioni:

    • mancata unione del processo anconeo (UAP)
    • frammentazione del processo coronoideo mediale dell’ulna (FCP)
    • osetocondrite dissecante della troclea omerale (OCD)
    • incongruenza articolare (INC)
    • mancata fusione del condilo mediale dell’omero (UME)
    • ossificazione incompleta del condilo omerale (IOHC)

    Diagnosi

    La diagnosi della displasia di gomito si basa sulla visita ortopedica e grazie all’ausilio della diagnostica per immagini (radiografie, TC, RM, ecc). Il cane spesso presenta zoppia mono o bilaterale, vi può essere edema del comparto mediale del gomito e dolore alla palpazione della zona e all’estensione e flessione dell’articolazione. Nei casi più gravi vi sarà anche una riduzione dell’angolo di flesso-estensione (ROM). Spesso la sintomatologia è più facile apprezzarla dopo intenso lavoro e a “freddo” dopo inattività. In stazione il cane tende a spostare il peso verso l’arto sano mentre se gli arti interessati sono entrambi (35% dei casi) tenderà a spostare il peso verso il posteriore. Alla lunga ci sarà anche ipotrofia dei muscoli della zampa interessata.

    Spesso l’inizio della zoppia compare in giovane età: 7-8 mesi nella UAP e 4-7 mesi nella FCP e OCD.

    Diagnosi precoce

    La diagnosi precoce di questa patologia è di fondamentale importanza per poter intervenire e impedire/rallentare il processo degenerativo articolare a cui andrà incontro inevitabilmente l’articolazione con osteoartrosi secondaria. Le razze in cui è consigliato uno screenin precoce sono: airdale terrier, alano, bassethound, border collie, bovaro del bernese, bovaro delle fiandre, bracco italiano, cane corso, chow chow, cocker spaniel, dogue de bordeaux, mastino napoletano, pastore belga, pastore bergamasco, pastore tedesco, retrievers, rottweiler, san bernardo, sharpei, spinone italiano, terranova.

    I primi controlli radiografici devono essere eseguiti già a 4 mesi di età in modo da poter intervenire il più tempestivamente possibile

    Terapia

    La terapia dipende dal carattere originario della lesione, dalla gravità e dalla progressione dell’osteoartrosi secondaria, dal grado di dolore e dall’età del cane. I trattamenti possono essere sia conservativi che chirurgici. Trattamenti chirurgici precoci in alcuni casi possono avere un’ottima prognosi.

    K. M. Tobias, S.A Johnston: Veterinary Surgery Small Animal. Ed Elsevier Sauders 2012

    Filippo Maria Martini:Patologie articolari nel cane e nel gatto.  ed Poletto 2006

  • Ostruzione intestinale da nocciolo di pesca

    “Love” è un Cocker Spaniel di 5 anni che ci è stato riferito da alcuni colleghi che lo avevano visitato il giorno stesso sospettando l’ingestione di un corpo estraneo.IMG_5017

    Sintomi: il cane era da qualche giorno più mogio del solito, aveva avuto un episodio di vomito 3 giorni prima e da allora non aveva più voluto mangiare.

    Visita: i colleghi durante la visita clinica avevano sentito, alla palpazione addominale, una “massa” più dura. Il cane era particolarmente abbattuto ed aveva molto dolore alla palpazione.

    Abbiamo eseguito una radiografia che ha messo in evidenza un’area più radiodensa a livello intestinale di piccole dimensione.

    IMG_5043

    Il sospetto è stato appurato successivamente mediante ecografia addominale.

    IMG_5042

    Dopo averlo stabilizzato ed effettuati gli esami del sangue per prepararlo alla chirurgia “Love” è stato operato.

    IMG_5022

    IMG_5025In quest’immagine si vede bene la dilatazione dell’ansa intestinale causata dal corpo estraneo che si è incastrato senza poter scorrere nè avanti nè indietro.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Mediante enterotomia in anestesia generale abbiamo rimosso il corpo estraneo che si è rivelato essere un nocciolo di pesca. Nonostante le dimensioni ed i margini molto ruvidi e appuntiti il nocciolo, in questo caso, non aveva ancora causato gravi danni alla mucosa intestinale. IMG_5027

    “Love” adesso sta già bene ed ha ricominciato mangiare (magari non più frutta!!!)

    L’ingestione di corpi estranei purtroppo è un’evenienza piuttosto frequente nei cani (soprattutto cuccioli). Spesso i sintomi sono vomito (a volte con sangue), diarrea, disappetenza, abbattimento, anoressia, feci molto scure, ecc.

    Consigliamo vivamente di evitare di lasciare incustoditi giochi di piccole dimensioni (giochini per bambini, palline, ciucci, ecc), ossa, fili, palle che si possono rompere, calzini, mutande, ecc

    Se doveste avere dubbi sulla scomparsa di qualche “oggetto” e sospettate del vostro amico a 4 zampe o dovessero comparire sintomi appena descritti vi consigliamo caldamente una visita dal vostro veterinario di fiducia il prima possibile.

     

  • Ipertiroidismo nel gatto

    Ipertiroidismo nel gatto

    L’ipertiroidismo felino è un disordine metabolico multisistemico che può affliggere il nostro amico peloso. Risulta essere l’endocrinopatia più frequente nel gatto adulto-anziano ed è dovuta ad un eccesso di ormone tiroideo in circolo. La causa più comune è un adenoma funzionale di uno o entrambi i lobi della tiroide, accompagnato nel 70% dei casi da aumento di volume della ghiandola stessa, solo nell’1-2% dei casi si tratta di una neoplasia maligna.

    • I sintomi clinici sono svariati, quelli di più frequente riscontro sono legati all’ipermetabolismo che causa un aumento della produzione di calore e un maggiore consumo proteico e lipidico, vedremo quindi dimagramento nonostante il grande appetito e la voracità, perdita del pelo che risulta essere sciupato e sottile, agitazione, aumento dell’aggressività e del nervosismo, aumento di volume delle feci e/o diarrea, vomito, aumento del consumo di acqua e urinazione, e altro ancora. A questi si accompagnano sintomi che possono essere rilevati alla visita clinica dal vostro veterinario, come un aumento della frequenza cardiaca o un soffio, ipertensione arteriosa, anomalie a livello di emocromo, biochimico sierico ed urine. Raramente l’ipertiroidismo si manifesta con letargia e depressione del gatto (in un 5% dei casi), scarso appetito, ricerca di calore, debolezza, concomitanti comunque alla perdita di peso e spesso alla patologia cardiaca.
    • La diagnosi viene fatta sul sospetto dei rilievi clinici e degli esami di laboratorio di base (emocromo, biochimico, urine) e specifici, che vadano a valutare le conseguenze indirette dovute all’eccesso di ormone tiroideo in circolo e ne determinino il dosaggio (tiroxina sierica). Esistono altre patologie che possono avere sintomi simili, come il diabete mellito, la malattia renale, il linfoma gastrointestinale e l’infiammazione intestinale cronica.
    • La terapia più comune consiste nella somministrazione di una compressa una o due volte al giorno che vada a ridurre i livelli circolanti di ormone tiroideo, bloccandone la produzione da parte della ghiandola. Talvolta è necessario associare terapie per il cuore e patologie secondarie all’ipertiroidismo (epatopatie, gastroenteriti, etc.). Esiste anche la soluzione chirurgica con la rimozione totale o parziale del tessuto ghiandolare.

    La terapia medica è un’opzione pratica per molti gatti e consente il ritorno alla normale funzionalità tiroidea nel giro di 2-4 settimane.

     

    Quindi, se il vostro amato gatto diventa nervoso e irritabile, lo vedete dimagrito o con un brutto pelo nonostante l’appetito, se dovete pulire la lettiera molto più frequentemente rispetto a prima, se inizia a distruggervi piante e mobilio, osservatelo bene e richiedete un consulto veterinario, la terapia è a portata di mano e allunga la vita al nostro micio.

     

    S.J. Birchard, R.G. Shering: Medicina e chirurgia degli animali da compagnia. Ed Elsevier 2009.

  • Palatoschisi gatto

    “Zanna” è un gattino di appena 5 mesi che è caduto pochi giorni fa dal III piano su un marciapiede. Nella caduta ha riportato la fissurazione del palato (palatoschisi) e frattura del mascellare. Ha riportato inoltre una frattura del bacino ed una contusione polmonare (tenute entrambe sotto controllo mediante terapia medica e conservativa).zanna pre

    Dopo le prime terapie mediche per stabilizzare Zanna, il gattino è stato sottoposto ad intervento chirurgico per riparare la lesione.

    Per la ricostruzione del palato duro è stata scelta la tecnica dell’overflapping flap:

    • Dopo aver anestetizzato il gatto ed eseguite tutte le terapie analgesiche del caso sono state eseguite 2 incisioni liberatorie lungo i margini delle arcate dentali e sollevato lo strato mucoperiostale su entrambi i lati al fine di creare 2 lembi mobili.zanna rifila
    • Dopo aver rifilato il margine della mucosa lungo tutta la ferita sono stati apposti dei punti staccati con del filo monofilamento riassorbibile fino a ricoprire tutto il foro che si era venuto a creare per il trauma.zanna sutura
    • Le 2 incisioni laterali create chirurgicamente invece guariranno in pochi giorni per seconda intenzione. In questo modo è stata chiusa la comunicazione tra la cavità buccale e la cavità nasale che si era venuta a formare per la caduta, questa avrebbe creato grosse difficoltà all’ingestione di alimento ed acqua da parte del gatto.

    Zanna post.

    La sera stessa dell’intervento  Zanna è stato alimentato con alimento semiliquido e già dopo 2 giorno il gattino ha iniziato ad alimentarsi in maniera autonoma.

    Questa è la bocca di Zanna a 10 giorni dall’intervento:

    palato post

  • Processionaria

    Con l’arrivo della bella stagione bisogna stare molto attenti, sia per noi che per i nostri animali (soprattutto cane e cavallo), ad un insetto che possiamo trovare frequentemente nelle nostre zone.
    La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un insetto dell’ordine dei lepidotteri appartenente alla famiglia Notodontidae.
    Deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di “processione”.processionaria
    I nostri animali si possono intossicare per ingestione dei bruchi o per contatto o inalazione dei loro peli urticanti. L’azione tossica-urticante è dovuta ad alcune proteine ad attività istamino-liberatrice (taumetopoeina) ed altri composti ad attività allergizzante contenute nei peli di queste larve che agiscono come aghi invisibili attraverso i quali vengono iniettati.

     

    SINTOMI
    Se ingeriti possono dare rapidamente gravi stomatiti e faringiti, edema e necrosi della lingua, aumento dei linfonodi sottomandibolari, ulcerazioniprocessionaria lingua fino a necrosi del cavo orale, erosioni della mucosa buccale, edema delle labbra e dell’orofaringe.
    Altri sintomi sono la febbre, il vomito e la diarrea (a volte anche emorragica)
    Se inalati possiamo avere anche rinite congestiva, tosse e bronchite.
    Talvolta possono dare anche shock anafilattico.

     

    COSA FARE
    Come sempre la prevenzione è l’arma migliore quindi bisogna cercare di evitare il contatto con questi bruchi facilmente riconoscibili. Se nel vostro giardino avete pini, abeti, ecc controllate l’eventuale presenza dei nidi e in quel caso la loro rimozione è di fondamentale importanza (affidatevi a giardinieri o ditte specializzate) prima che larve in primavera escano dal nido.processionaria nido
    Se il vostro cane dovesse venire in contatto con i peli urticanti della processionaria è importante lavare la zona colpita con abbondante acqua (meglio ancora se con l’aggiunta di bicarbonato per inattivare in parte l’azione del tossico). Potete spruzzare la soluzione con una siringa direttamente sulla lingua al fine di evitare ulteriore dolore toccandogliela.
    Spesso il contatto con la lingua o l’ingestione dell’insetto provoca dopo pochissimo tempo una salivazione molto abbondante e una forte agitazione dovuta al dolore intenso. Inoltre il gonfiore della lingua e delle mucose delle prime vie respiratorie può essere talmente grave da portare anche a morte l’animale.
    Se doveste sospettare il contatto con questi insetti da parte del vostro animale dovete portarlo il prima possibile al vostro veterinario che potrà intervenire con tutte le terapie del caso e limitare  così il più possibile i danni (terapia per lo shock, antibioticoterapia, terapie locali, terapie antistaminiche/antifiammatorie, procedure d’urgenza per evitare il soffocamento, ecc).
    Nella speranza invece che non veniate mai a contatto con questo insetto vi auguro delle splendide camminate insieme al vostro amico a 4 zampe!
    Un saluto,
    Dr. Vanni Cellai

     

    sito: www.processionaria.it
    G. Lorgue, J. Lechernet e A. Riviere: Tossicologia Clinica Veterinaria. Ed. Cristiano Giraldi, 1999 

    Effects of pine processionary caterpillar Thaumetopoea pityocampa contact in dogs: 41 cases (2002-2006).Niza ME1, Ferreira RLCoimbra IVGuerreiro HMFélix NMMatos JMde Brito TVVilela CLZoonoses Public Health. 2012 Feb;59(1):35-8. doi: 10.1111/j.1863-2378.2011.01415.x. Epub 2011 May 20.

  • Cessione diretta del farmaco

    Da oggi l’Ambulatorio Veterinario Bagno a Ripoli offre un servizio aggiuntivo: sarà possibile acquistare direttamente in ambulatorio la maggior parte dei farmaci per iniziare subito la terapia più appropriata. Per maggiori informazioni chiedete direttamente ai medici.